Gastroenterologia e intolleranza al lattosio. Intervista alla Dott.ssa Antonella Giussani. Gastroenterologo, Lissone

Venerdì 11 Dicembre 2020

Che cosa si intende per Gastroenterologia e di cosa si occupa un medico specializzato in questa branca? Per approfondire questo tema abbiamo intervistato la Dott.ssa Antonella Giussani, specialista in Gastroenterologia. Quando si parla di problemi gastrointestinali è importante porre l’attenzione anche sull’intolleranza al lattosio, spesso sottovalutata.

 

Di cosa si occupa il gastroenterologo? 

Il gastroenterologo diagnostica e cura le patologie dell'apparato digerente (esofago, stomaco, intestino, pancreas, vie biliari).

 

Come avviene una visita gastroenterologica?

Per prima cosa il gastroenterologo effettua una accurata anamnesi, ponendo al paziente domande riguardanti la sua salute in generale e nello specifico riguardanti i sintomi che lo hanno condotto alla visita. Successivamente si esegue un esame obiettivo durante il quale il paziente viene visitato dal medico, in particolare a livello addominale, per evidenziare possibili fonti di dolore alla palpazione o per identificare possibili masse addominali. In ultimo il medico spiega al paziente quale possa essere la causa dei sintomi presentati e gli accertamenti/terapie da eseguire per la diagnosi/cura della patologia stessa.

 

Quali sono le patologie più frequentemente diagnosticate? 

Le patologie più frequentemente diagnosticate sono la malattia da reflusso gastro-esofageo, la diverticolosi del colon, la sindrome dell'intestino irritabile.

 

Quali sono i sintomi che più frequentemente richiedono una visita gastroenterologica?

I sintomi che più frequentemente richiedono una visita gastroenterologica sono il dolore o bruciore dello stomaco, il gonfiore addominale, la dispepsia o difficoltà digestiva, il dolore addominale, le alterazioni dell'alvo (diarrea o stitichezza).

 

Quali sono i principali esami utilizzati per diagnosticare una patologia a carica del sistema Gastrointestinale (G.I.)? 

Gli esami più frequentemente utilizzati per diagnosticare una patologia a carico del tratto G.I. sono la esofago-gastro-duodenoscopia (più nota come gastroscopia), la colonscopia, l'ecografia dell'addome, esami ematici e delle feci; esami di secondo livello sono rappresentati dalla TC addome, RMN addome, ecoendoscopia.

 

In quali casi è necessario sottoporsi ad una visita G.I.? 

È necessario sottoporsi ad una visita gastroenterologica quando insorgono uno o più sintomi tra quelli soprariportati, in particolare se essi persistono nonostante la terapia che in genere viene prescritta dal Medico Curante dopo una prima valutazione. Particolare attenzione va posta nei casi in cui compaiano segni /sintomi d'allarme (calo ponderale, anemia) o in pazienti a rischio per età (superiore a 45 anni) o per familiarità per patologie neoplastiche a carico del tratto gastrointestinale.

 

Consigli per mantenere in salute il sistema gastrointestinale

- Aumentare il consumo giornaliero di acqua fino ad 1,5 litri al giorno (2 in estate).

- Consumare pasti leggeri, limitare i grassi e privilegiare frutta e verdura.

- Evitare l'assunzione di bevande alcoliche e gassate; limitare inoltre il consumo di caffeina.

- Evitare il fumo.

- Fare attività fisica regolare.

 

Intolleranza al lattosio: conoscerla per combatterla

 

Cos’è l’intolleranza al lattosio? 

L'intolleranza al lattosio è l'incapacità a digerire correttamente il lattosio per un deficit di produzione o di attività della lattasi, un enzima deputato alla digestione del lattosio stesso.

 

Come si manifesta? 

L'intolleranza al lattosio si manifesta con meteorismo, gonfiore e dolore addominale, nausea, diarrea o stitichezza.

 

Come si individua? 

L'intolleranza al lattosio si individua con il Breath test al lattosio, un test non invasivo che consiste nella raccolta di campioni di aria ottenuti facendo espirare i pazienti in una sacca prima dell’assunzione di lattosio e poi ogni 30 minuti nelle 4 ore successive.

 

Quali sono i trattamenti/cure/accortezze? 

Il trattamento prevede l'assunzione di enzimi lattasi integrativi e l'astensione dal consumo di latte e derivati.

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