Visita cardiologica: in cosa consiste e quando farla?

Mercoledì 20 Dicembre 2023

Programmare periodicamente una visita cardiologica, in particolar modo per tutti coloro che presentano fattori di rischio cardiovascolare come ipertensione, diabete, o una storia familiare di malattie cardiache, è molto importante.

La prevenzione e la diagnosi sono, infatti, cruciali per mantenere in salute il nostro cuore e prevenire complicanze a lungo termine.

Abbiamo approfondito la natura della visita cardiologica con la Dottoressa Cristina Morelli, medico cardiologo che collabora con il Centro Diagnostico Signa.

In cosa consiste la visita cardiologica? 

La visita cardiologica è finalizzata a valutare lo stato di salute del cuore e del sistema circolatorio. Il cardiologo raccoglie la storia medica del paziente, esegue un esame obiettivo ed eventuali accertamenti diagnostici strumentali.

La prima parte della visita prevede una valutazione clinica nella quale il cardiologo raccoglie, attraverso l’anamnesi, la storia medica del paziente, compresi i pregressi cardiologici e non. Dopodiché, viene indagata l’eventuale sintomatologia che il paziente può riferire, quindi: la presenza di angina, di un affanno nel respiro, in particolare durante lo sforzo, la presenza di cardiopalmo, oppure di episodi sincopali.

Si passa, poi, alla parte di visita vera e propria in cui si procede con l'esame obiettivo, dove il cardiologo ausculta il cuore e i polmoni, alla ricerca di eventuali segni di scompenso cardiaco, esamina la pressione arteriosa e individua i segnali di eventuali problematiche attraverso l'ispezione e la palpazione.

Infine, la valutazione cardiologica si completa con la parte strumentale ovvero si prosegue la visita cardiologica con ECG a 12 derivazioni e con eventuale ecocardiografia color-doppler (se richiesta), che servirà ad identificare la presenza di eventuali patologie ed eventi cardiaci pregressi o di nuova insorgenza.

La visita cardiologica può essere uno strumento di prevenzione? 

La visita cardiologica ci permette la diagnosi precoce e può essere considerata un importante strumento di prevenzione per tutti i pazienti che presentano fattori di rischio cardiovascolare, come:

  • ipertensione arteriosa;
  • diabete mellito;
  • dislipidemia;
  • fumo, in qualità di attuali o ex fumatori.

Inoltre, la visita cardiologica può servire nella prevenzione secondaria, cioè, può essere utile per i pazienti che hanno già avuto un evento cardiovascolare, come un infarto del miocardio. La prevenzione secondaria è importante perché aiuta a impedire l’insorgenza di nuovi eventi cardiovascolari, attraverso l'ottimizzazione della terapia.

In questo contesto la visita è utile per monitorare regolarmente lo stato di salute del cuore, aggiornare il piano di cure, o per raggiungere target terapeutici specifici, come quelli che riguardano il controllo del colesterolo che, secondo le ultime linee guida, è necessario contrastare con decisione e fin da subito in caso di valori fuori norma.

Quando è consigliato sottoporsi a una visita cardiologica? 

È consigliato sottoporsi alla visita cardiologica prima di tutto in presenza di una sintomatologia, come può essere la comparsa di un'angina o dispnea da sforzo. Per dolore anginoso si intende un dolore toracico oppressivo che si irradia solitamente al braccio sinistro, ma anche al braccio destro, o alle spalle o al collo, che si presenta soprattutto durante uno sforzo e recede con il riposo. L’ingravescenza di questa sintomatologia ovvero il peggioramento del dolore toracico che si presenta a livello di sforzi via via più bassi indica la possibile presenza di una condizione grave che deve essere indagata attraverso una visita cardiologica con urgenza.

La visita è utile, inoltre, in caso di affanno nella respirazione durante lo sforzo o a riposo, o in presenza di cardiopalmo. Questi, infatti, sono sintomi per cui è indicato fare un accertamento cardiologico che possa escludere, prima di tutto, la presenza di una cardiopatia strutturale ed, eventualmente, indirizzare poi verso gli esami diagnostici più appropriati.

È bene sottoporsi a una visita cardiologica anche in presenza di un elevato rischio cardiovascolare, quindi pur in assenza di sintomatologia, ma con plurimi fattori di rischio cardiovascolari, per esempio:

  • un paziente iperteso;
  • un paziente diabetico - in cui le complicanze, micro e macro vascolari, sono molto frequenti e possono portare a patologie cardiache precoci;
  • un paziente con più di 65 anni di età
  • un paziente fumatore anche pregresso.

Tutte quelle persone, dunque, che hanno un elevato rischio cardiovascolare dovrebbero sottoporsi a una visita periodica. È quasi d’obbligo, invece, per un paziente che ha avuto già un pregresso cardiologico, sottoporsi a visita cardiologica annuale.

Quali patologie possono essere individuate tramite la visita cardiologica? 

La visita cardiologica è in grado di identificare tutta una serie di segni e sintomi che facilitano una diagnosi tempestiva dei problemi del cuore e del sistema circolatorio.

Attraverso l'esame obiettivo e strumentale si possono tracciare tutte le patologie che riguardano gli apparati valvolari, come stenosi o insufficienze valvolari, ma si può anche identificare la presenza di uno scompenso cardiaco.

In questo specifico caso, è fondamentale effettuare sia l'indagine clinica, quindi la ricerca, ad esempio, di tutte le alterazioni che si possono verificare nel caso di scompenso cardiaco congestizio, come edemi declivi bilaterali o turgore giugulare, sia identificare le condizioni sottostanti la condizione di scompenso cardiaco quali ad esempio alcune patologie del muscolo cardiaco, il miocardio, dette cardiomiopatie. Esse, è bene ricordare, hanno, generalmente, un’origine per lo più genetica e impongono, di conseguenza, di indagare anche sullo stato del cuore dei familiari e dei parenti di primo grado.

Con una visita cardiologica, inoltre, si possono anche individuare le patologie del pericardio, il “foglietto” che si trova intorno al cuore e che, talvolta, si può infiammare, sfociando in un quadro di pericardite.

Per concludere, volendo stendere un elenco, tra le patologie principali che possono essere individuate attraverso la visita troviamo:

  • malattie coronariche: che includono l'aterosclerosi e l'angina pectoris e che possono portare all'insorgenza di malattie cardiache ischemiche o attacchi di cuore;
  • cardiomiopatie: condizioni che colpiscono il cuore e possono portare a un'insufficienza cardiaca;
  • valvulopatie: la visita può riscontrare problemi alle valvole cardiache, che possono portare a stenosi o insufficienza delle valvole;
  • aritmie cardiache: sono disturbi del ritmo cardiaco, come la fibrillazione atriale, la tachicardia e la bradicardia;
  • ipertensione: una patologia molto comune, che può essere riscontrata durante la visita e si identifica attraverso la misurazione della pressione arteriosa;
  • malattie congenite del cuore: ovvero difetti cardiaci presenti alla nascita che possono richiedere attenzione e trattamenti specializzati;
  • pericarditi: infiammazioni del sacco pericardico che avvolge il cuore.

La visita cardiologica può, in aggiunta, individuare tutti quei problemi che possono interessare le arterie e influenzare lo stato di salute della circolazione sanguigna.

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