Controlli senologici: quando fare mammografia ed ecografia mammaria
Il tumore della mammella è la patologia oncologica più frequente nella donna e, proprio per questo, la diagnosi precoce rappresenta uno degli strumenti più importanti per intervenire quando la malattia è ancora in una fase iniziale.
Mammografia, ecografia mammaria e tomosintesi sono oggi alcune delle principali metodiche utilizzate nei controlli senologici. La scelta degli esami può variare in base all’età e ai fattori di rischio della singola donna.
Ne abbiamo parlato con il Dott. Filippo Adriano Moro, Radiologo Senologo che collabora con il centro Radiologia Medica Bassano a Bassano del Grappa.
Che cos’è la senologia
La senologia è la branca della medicina che si occupa dello studio della mammella e delle patologie che la possono interessare, dalla diagnosi alla terapia.
Si tratta di un ambito che richiede un approccio multidisciplinare: nel percorso della paziente possono infatti collaborare chirurgo senologo, radiologo senologo, anatomopatologo, oncologo e radioterapista.
Possiamo distinguere due situazioni. Da un lato, ci sono le donne che si rivolgono allo specialista perché presentano un sintomo, come un nodulo o un cambiamento della pelle o del capezzolo. Dall'altro, c’è chi non ha disturbi e arriva dallo specialista per i controlli raccomandati.
L'obiettivo della prevenzione è proprio quello di intercettare la malattia quando è ancora asintomatica.
Perché sono importanti i controlli senologici?
Il tumore della mammella non si sviluppa improvvisamente, ma è il risultato di un processo evolutivo lungo e complesso.
Lo scopo dei controlli è quindi intercettare una lesione precancerosa o un tumore nelle sue fasi iniziali, quando è possibile intervenire con maggiore efficacia.
La mammella è uno degli ambiti nei quali la diagnosi precoce si è sviluppata maggiormente, grazie alla disponibilità di diverse metodiche diagnostiche.
Individuare il tumore quando è ancora piccolo e trattabile può aumentare le possibilità di cura.
Quando iniziare i controlli al seno
La probabilità di sviluppare un tumore della mammella aumenta con l'età. Può essere quindi opportuno iniziare i controlli senologici regolari dai 40 anni con una valutazione annuale che può comprendere mammografia, ecografia mammaria e visita senologica.
Sotto i 40 anni il percorso è invece più legato alla presenza di fattori di rischio, come una familiarità significativa.
Nelle donne giovani, l'ecografia può rappresentare uno strumento utile ed essere un'occasione per valutare la storia familiare della paziente indirizzandola, quando necessario, verso un centro senologico per un’analisi più approfondita.
Una donna giovane e senza fattori di rischio deve seguire lo stesso percorso di una donna con una forte familiarità?
No. La presenza di una familiarità importante può modificare il percorso di sorveglianza.
In una donna giovane è importante valutare attentamente la storia familiare, soprattutto quando sono presenti più casi di tumore della mammella in età giovane, tumori dell'ovaio o tumori della mammella nell'uomo.
Quando emerge un profilo di alto rischio, può essere necessario rivolgersi a un centro senologico per impostare un percorso di sorveglianza specifico, che in alcuni casi comprende anche la risonanza magnetica.
Qual è la differenza tra mammografia ed ecografia mammaria?
La mammografia è un esame radiologico che utilizza una bassa dose di raggi X per studiare la mammella e rappresenta uno degli strumenti principali per la diagnosi precoce del tumore al seno. Consente infatti di individuare alterazioni non ancora palpabili o avvertibili dalla paziente.
L'ecografia mammaria utilizza invece gli ultrasuoni e, oltre ad essere utile come metodica di primo livello nelle donne più giovani, fornisce informazioni complementari alla mammografia, soprattutto in presenza di una maggiore componente ghiandolare del seno.
Le due metodiche non sono quindi necessariamente alternative, ma possono integrarsi all'interno del percorso di valutazione della singola paziente.
L'ecografia mammaria può sostituire la mammografia?
No. L'ecografia non può essere considerata un sostituto della mammografia.
La mammografia, soprattutto quando associata alla tomosintesi, offre informazioni differenti rispetto all'ecografia.
Infatti, mammografia con tomosintesi ed ecografia possono fornire informazioni complementari e, quando indicate, contribuire a una valutazione più completa della mammella.
Che cos’è la mammografia con tomosintesi 3D?
La mammografia tradizionale produce un'immagine bidimensionale della mammella, paragonabile a una fotografia.
La tomosintesi, invece, acquisisce immagini da diverse angolazioni, ricostruendo sezioni della mammella che consentono una valutazione più dettagliata del tessuto.
L'aggiunta della tomosintesi alla mammografia tradizionale può aumentare la capacità di individuare alcune alterazioni rispetto alla sola mammografia tradizionale.
A questo si aggiunge il ruolo dell'ecografia, che può essere particolarmente utile quando è presente una maggiore quantità di tessuto ghiandolare. La composizione della mammella, infatti, varia da donna a donna e può cambiare anche con l'età.
Per questo motivo, è il radiologo senologo a valutare, sulla base della mammografia con tomosintesi, se sia opportuno associare anche l'ecografia.
Familiarità per tumore al seno: come cambiano i controlli?
Avere un caso di tumore della mammella in famiglia non significa automaticamente essere ad alto rischio.
La valutazione della familiarità è più complessa e deve considerare diversi elementi, a partire dall'età in cui il familiare ha ricevuto la diagnosi.
È diverso, infatti, avere una parente che ha sviluppato un tumore della mammella in età avanzata rispetto alla presenza di più casi diagnosticati in giovane età.
Sono inoltre importanti altri elementi relativi alle caratteristiche dei tumori presenti nella storia familiare.
Per questo, soprattutto nelle donne giovani, è importante non limitarsi a chiedere se esista o meno una familiarità, ma ricostruire con attenzione la storia familiare.
Il tumore della mammella è una patologia molto frequente e può quindi capitare che all'interno di una famiglia ci sia una donna che abbia sviluppato la malattia.
La presenza, per esempio, di una madre o di una nonna con un tumore della mammella non significa necessariamente che la persona svilupperà a sua volta la patologia, anche se rimane comunque importante non rinviare gli esami raccomandati.
Quando invece sono presenti più casi, soprattutto se diagnosticati in età giovanile, tumori dell'ovaio o della mammella maschile, è opportuno richiedere una valutazione senologica per capire se esista una familiarità significativa e se sia necessario impostare un percorso di sorveglianza specifico.
L’autopalpazione può sostituire gli esami?
L'autopalpazione non può sostituire mammografia ed ecografia.
Il suo ruolo dovrebbe essere soprattutto quello di sviluppare una maggiore attenzione verso i segnali del proprio corpo, senza trasformarsi in un controllo quotidiano che può generare ansia.
La mammella cambia naturalmente anche in relazione alle diverse fasi del ciclo e può presentare caratteristiche che non necessariamente indicano una patologia.
È invece fondamentale prestare attenzione a eventuali cambiamenti rispetto alla propria normalità: la comparsa di un nodulo mai percepito prima, modifiche della pelle, avvallamenti o cambiamenti del capezzolo sono elementi che meritano una valutazione.
L'autopalpazione può quindi essere un modo per conoscere il proprio corpo e accorgersi di eventuali mutamenti, ma non deve diventare un sostituto dei controlli diagnostici.
Il motivo è semplice: l'obiettivo della diagnosi precoce è individuare anche tumori molto piccoli, che possono essere ancora non palpabili. Per questo è importante affidarsi agli strumenti diagnostici e ai controlli senologici programmati.
I controlli sono fondamentali per fare prevenzione
Il controllo senologico non è soltanto un momento diagnostico, ma può essere anche un'occasione per parlare con la paziente, spiegare l'importanza della prevenzione e individuare eventuali fattori di rischio.
L'obiettivo è creare un percorso che permetta di intercettare precocemente eventuali patologie e, quando necessario, indirizzare la donna verso un centro senologico per approfondimenti e percorsi di sorveglianza dedicati.



