Come Migliorare la Salute del Cuore?
Lo abbiamo chiesto alla Dott.ssa Mariantonietta Carbone, Specialista in Cardiologia che collabora con il centro Po.Med.
Prevenzione, Esami e Stili di Vita
Le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di mortalità nei Paesi occidentali, ma la maggior parte di questi eventi è largamente prevenibile. Prendersi cura del proprio cuore non significa soltanto rivolgersi al medico quando compaiono dei sintomi, ma è opportuno giocare di anticipo, poiché il mantenimento del benessere cardiovascolare si fonda su due pilastri interconnessi: l'adozione di abitudini di vita corrette e un monitoraggio clinico stratificato in base al rischio individuale.
Lo Stile di Vita
Le nostre scelte quotidiane hanno un impatto diretto sull'anatomia e sulla funzionalità del muscolo cardiaco e dei vasi sanguigni. Innanzitutto, il movimento è una terapia e l'attività fisica rappresenta un vero e proprio scudo protettivo. La raccomandazione ufficiale per gli adulti è di svolgere almeno 150-300 minuti a settimana di attività fisica aerobica moderata (come camminata veloce, nuoto o ciclismo), oppure 75-150 minuti di attività vigorosa. L'esercizio costante ottimizza la frequenza cardiaca a riposo, favorisce il controllo della pressione arteriosa, riduce i livelli di infiammazione e migliora l'equilibrio metabolico, contribuendo a prevenire condizioni correlate come il diabete di tipo 2 e l'obesità.
Importante è anche la scelta di una alimentazione protettiva e bilanciata. È fondamentale: Ridurre drasticamente l'assunzione di grassi saturi (presenti in burro, carni rosse grasse e formaggi stagionati) a favore di grassi insaturi (olio extravergine di oliva, frutta secca, pesce azzurro).
Limitare il consumo di sale a meno di 5 grammi al giorno per prevenire l'ipertensione arteriosa.
Garantire un apporto quotidiano elevato di fibre tramite verdura, frutta e cereali integrali, che aiutano a modulare l'assorbimento degli zuccheri e del colesterolo a livello intestinale.
Unitamente a movimento e dieta, c'è poi la gestione dei fattori di rischio modificabili. Il controllo del peso corporeo e l'abolizione o riduzione del fumo di sigaretta, che è tra i nemici più aggressivi dell'endotelio (il rivestimento interno dei vasi sanguigni) e favorisce la formazione di placche aterosclerotiche. Smettere di fumare, limitare il consumo di alcol e imparare a gestire lo stress cronico sono passaggi non negoziabili per chi desidera preservare la salute del proprio cuore.
Monitorare la Salute del sistema cardiovascolare
Non si può proteggere ciò che non si conosce ed è quindi fondamentale lo screening cardiologico a partire dai 40 anni di età. Il monitoraggio deve essere personalizzato e guidato dallo specialista, partendo dalle indagini meno invasive fino ad arrivare, se necessario, a quelle strumentali più approfondite. Prima di prescrivere esami complessi, il medico inquadra il paziente calcolando la probabilità che questi sviluppi un evento cardiovascolare maggiore (come infarto o ictus) nei successivi 10 anni. Le linee guida europee utilizzano algoritmi come lo SCORE2 (per soggetti tra 40 e 69 anni) che incrocia dati cruciali: età, sesso, fumo, pressione arteriosa e livelli di colesterolo. In base al risultato (rischio basso, moderato, alto o molto alto), si delinea l'intensità del monitoraggio.
Gli Esami di Primo Livello rappresentano la base dello screening per chiunque, specialmente dopo i 40 anni:
Controllo della Pressione Arteriosa: l'ipertensione è un "killer silenzioso" perché spesso asintomatica. Le ultime raccomandazioni puntano a valori ideali inferiori o uguali a 120/80 mmHg per ridurre al minimo il logoramento dei vasi.
Esami Ematochimici (Analisi del Sangue): è fondamentale valutare il profilo lipidico completo, con particolare attenzione al colesterolo LDL (il cosiddetto colesterolo "cattivo"). I target terapeutici sono diventati molto più stringenti: per chi è a basso rischio, il valore deve stare sotto i 115 mg/dL; per chi è ad alto rischio si deve scendere sotto i 70 mg/dL, arrivando a meno di 55 mg/dL per i pazienti ad altissimo rischio. È cruciale anche controllare la glicemia e l'emoglobina glicata (HbA1c) per escludere insulino-resistenza o diabete.
Indagini Strumentali Specifiche
Elettrocardiogramma (ECG): l'esame di partenza. Registra l'attività elettrica del cuore permettendo di identificare aritmie (come la fibrillazione atriale, su cui le Linee Guida ESC 2024 pongono molta attenzione), alterazioni della conduzione (cioè segni riferibili a sospetta ischemia o sovraccarico di lavoro del cuore) o segni di infarti pregressi.
Se il calcolo del rischio e/o i sintomi e/o l'ECG lo richiedono, lo specialista cardiologo può prescrivere indagini di secondo livello:
Ecocardiogramma (Color Doppler): un'ecografia che, sfruttando gli ultrasuoni, permette di visualizzare in tempo reale l'anatomia del cuore, le dimensioni delle camere cardiache, lo spessore delle pareti, la salute delle valvole, la frazione di eiezione (la capacità di pompa del muscolo cardiaco) e le alterazioni di contrattilità, legate a ischemia.
Test Ergometrico (Test da Sforzo): consiste nella registrazione dell'ECG mentre il paziente cammina su un tapis roulant o pedala su un cicloergometro. È un esame chiave per valutare la riserva coronarica: permette di svelare sofferenze ischemiche che a riposo non compaiono, ma che si manifestano quando il cuore, sotto sforzo, richiede più ossigeno.
Ecodoppler dei vasi epiaortici, dell'aorta addominale e degli assi arteriosi degli arti inferiori: sempre sfruttando gli ultrasuoni, questi esami valutano la presenza di placche aterosclerotiche all'interno dei principali rami arteriosi e di eventuali aneurismi.
Monitoraggio Holter ECG e Pressorio: consistono nella registrazione continuativa di ritmo cardiaco e pressione arteriosa per almeno 24 ore attraverso l'utilizzo di piccoli dispositivi esterni. Esistono poi esami diagnostici di livello superiore, il terzo livello, per definire ulteriormente eventuali patologie emerse, quali scintigrafia miocardica, TC coronarica, risonanza cardiaca, coronarografia e studio elettrofisiologico, riservati ovviamente ad una popolazione più ristretta che ha mostrato agli esami precedenti variazioni dalla norma.
La salute del cuore è un investimento a lungo termine. Dunque, una sinergia tra abitudini di vita virtuose e una diagnostica preventiva e cadenzata rappresenta la più potente assicurazione sulla vita a nostra disposizione. Parlarne con il proprio Medico di Medicina Generale e di seguito con il Cardiologo di fiducia è il primo e più importante passo da compiere.


